Abbaiare è uno dei modi in cui i cani si esprimono. Abbaiare è quindi un mezzo di comunicazione, ma se da un lato alcuni abbai sono immediatamente comprensibili (come l’abbaio di avviso al suono del campanello di casa), altri paiono nascere dal nulla e possono risultare fastidiosi per la loro ripetitività. Nel cercare di capire da cosa genera l’abbaio, è bene sapere che esso va interpretato assieme ai segnali visivi che il cane invia attraverso le sue posture, ad esempio una posizione rigida o il pelo della schiena sollevato o una posizione di invito al gioco.

I differenti tipi di abbaio, la loro frequenza, tonalità e persistenza rispondono a specifiche funzioni comunicative e sono associati alle motivazioni e alle emozioni del cane (di gioia, rabbia, sofferenza, ecc). Sembrano, pertanto, proprio le emozioni che l’abbaio esprime a renderlo comprensibile agli altri cani e anche agli esseri umani. Rispetto a questi ultimi la comprensione non è così scontata, sembra comunque risiedere nel percorso che le nostre due specie hanno fatto insieme sino ai giorni attuali e nell’avere modalità espressive acustiche similari: si pensi per un attimo ai suoni che emette un bimbo che ancora non parla e ai suoni dei cuccioli oppure, all’estremo opposto, ad una persona che si rivolge ad un’altra in tono profondamente minaccioso..mutatis mutandis, non assomiglia forse, per tonalità, al ringhio di un rottweiler di fronte alle minacce di un estraneo?

I geni e l’ambiente determinano le vocalizzazioni, quindi, se parliamo di razze, possiamo già capire se il nostro cane ha la tendenza ad esprimersi con l’abbaio oppure no (con tutte le vie di mezzo del caso). Ma i geni non sono tutto: l’ambiente in cui il cane vive ha, infatti, degli effetti incisivi sul suo comportamento. Se alcune vocalizzazioni sono considerate simpatiche espressioni canine, l’abbaio è generalmente considerato fastidioso e, talora, è vissuto come un vero e proprio problema dal proprietario, ma l’abbaiare è un risultato del contesto, geni più ambiente, ed è flessibile. Ad esempio i cani randagi sono molto meno rumorosi dei loro co-specifici che vivono con gli umani.

Abbaiare per i cani è funzionale a qualcosa, l’abbaio quindi è mantenuto, diminuito o aumentato a seconda delle conseguenze che provoca; se si vuole modificare l’abbaio, bisogna modificare le conseguenze (che ne divengono anche i presupposti). Sempre avendo ben presente che si tratta di un percorso impegnativo per il proprietario a cui si chiede di modificare le risposte (i rinforzi – certamente non intenzionali – intermittenti che hanno via via rinforzato la modalità di abbaio del cane nel tempo).

Attenzione però, stiamo parlando di un mezzo che il cane usa per comunicare, non possiamo dunque pretendere di eliminarlo del tutto e la quiete completa è probabilmente un obiettivo irrealistico in un percorso volto a gestire l’abbaio. Al contrario, è corretto darsi una linea di tolleranza entro la quale l’abbaio del proprio cane resta appropriato senza disturbare il normale corso della vita.

L’abbaiare, pertanto, può essere controllato dato che è un comportamento flessibile e la relazione tra noi e i nostri cani può crescere e migliorare prestando attenzione al significato delle loro vocalizzazioni ed emozioni.

liberamente tratto da http://thebark.com/content/dog-speak-sounds-dogs