L’obedience è una disciplina cinofilo-sportiva riconosciuta dall’Enci che non è da confondere con la normale obbedienza che viene insegnata al cane in un corso di educazione.
L’obedience è, infatti, tra le discipline cinofilo-sportive che più valorizza il rapporto cane-padrone, ma si differenzia dalle altre, che sfruttano prevalentemente le attitudini insite nella natura del cane, in quanto qui ogni singolo comportamento deve essere costruito.
Per far questo, il padrone deve diventare una fonte di stimoli positivi e di divertimento pur mantenendo comunque un ruolo autorevole (mai autoritario) e lavorando per creare una complicità basata non sulla coercizione, ma sui rinforzi positivi.
L’obiettivo è che il cane non si senta mai costretto, ma che anzi abbia desiderio di lavorare col suo padrone e chieda di farlo perché ciò lo diverte.
Si tratta di una disciplina rivolta a tutti i proprietari di cani, di razza e non, di qualunque età, tuttavia va da sé che il percorso sarà tanto più facile e l’addestramento tanto più efficace quanto prima esso venga iniziato.
La principale difficoltà dell’obedience consiste nell’individuare e nel fornire al nostro cane le motivazioni giuste per fargli affrontare ogni esercizio come un bellissimo gioco, così da gratificarlo ad ogni esecuzione.
A differenza dell’agility che è una disciplina autostimolante (ad esempio, anche solo correre assieme al padrone è già di per sé uno stimolo), gli esercizi di obedience prevedono una forte staticità da parte del conduttore. Nonostante ciò, quest’ultimo deve essere in grado di mantenere l’esecuzione altrettanto allegra, veloce e piena di brio. È quindi necessario correre e giocare molto col proprio cane durante l’allenamento, per far sì che il cane si diverta, aumentandone così la motivazione e l’entusiasmo.
Qui, tecnica e un’altissima precisione, requisiti fondamentali, devono perfettamente coniugarsi con vivacità, attenzione e con un lavoro condotto all’unisono, praticamente in simbiosi.
L’obedience è basata su una continua comunicazione e, di conseguenza, comprensione tra cane e padrone che arriva a livelli tali per cui la sinergia creatasi esclude qualunque tipo di distrazione o disturbo proveniente da fuori del binomio.
Porto un esempio personale, spesso in passato mi allenavo in un parco cittadino con una delle mie Border Collie, Sonny. Avevo scelto quel luogo perché era aperto e ampio e non era difficile trovare e creare distrazioni per entrambi. Nonostante ciò, però, il legame e l’intesa che si erano creati tra di noi erano tali da non lasciare che alcun elemento estraneo (un passante o un altro cane) potesse distrarci realmente. Era come se in quei momenti vivessimo in un mondo solo nostro, in una nostra realtà nella quale esistevamo solo noi e nessun altro.

Samuele Bottaro

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