Per chi non conosce sufficientemente il lavoro del Segugio, potrebbe non essere immediato capire ciò di cui sto per parlare, cercherò comunque di semplificare il più possibile.
Innanzi tutto, dopo aver visto quali sono le 4 fasi del Segugio, dobbiamo contestualizzare i due termini citati nel titolo collocandoli nella fase dell’accostamento. Il Segugio, dopo aver cercato l’odore lasciato dalla lepre sul terreno e avendolo trovato inizia a segnalarlo con tipici movimenti di coda e con la voce, diversa a seconda delle razze.
Il Segugio di passata è quello che, una volta rinvenuto l’odore della lepre, non stacca più il naso da terra ed evidenzia minuziosamente ogni passo del selvatico, rispetta i limiti di velocità e si ferma col semaforo arancione. Il Segugio d’iniziativa, invece, segue sì la passata, ma azzarda un po’ di più, tenta, prova anche dove non lo conduce l’odore, cerca di arrivare alla lepre il prima possibile, taglia le curve e talora sorpassa con la striscia continua.
Un Segugio strettamente di passata si può trovare in difficoltà nelle giornate in cui il sentore è molto scarso, non riuscendo a seguirlo e bloccandosi solo laddove ne rileva una intensità maggiore, può risultare più lento nel rintraccio di lepri in movimento e un’intera muta di segugi di passata può valere uno, cioè svolgere un lavoro tutti in fila che potrebbe fare anche un Segugio da solo.
Un Segugio solamente di iniziativa, al contrario, può trascurare indizi utili, perdere tempo correndo troppo avanti per poi rendersi conto di dover tornare in dietro, imbattersi più facilmente in altri animali e una muta composta solo da Segugi così, rischia di non essere una muta, ma un gruppo di cani sconclusionati.

Il primo non perde un solo passo fatto dalla lepre, il secondo gioca d’astuzia.
Sottolineando che l’attaccamento alla passata così come l’iniziativa possono essere presenti nei Segugi con moltissime variabili, si può intuire che il singolo Segugio dovrebbe, tramite l’esperienza, raggiungere un livello di autonomia tale da essere all’occorrenza di passata o di iniziativa a seconda delle circostanze climatiche, del terreno, dell’orario, della stagione. Questo è il Segugio che conosce davvero il mestiere, che non si lascia scoraggiare dalle avversità, il Segugio che offre soddisfazioni cinotecniche e venatorie, il Segugio che può lavorare a singolo, in coppia o in muta indifferentemente, a patto che sia stato allenato a farlo.
Gli altri, i due estremi di cui abbiamo parlato, non sono necessariamente da escludere, anch’essi se seguiti tempestivamente attraverso un addestramento attento e competente possono migliorare, benché non radicalmente cambiare, regalando discrete soddisfazioni a caccia; oppure possono essere inseriti in muta come specialisti, nel ruolo che prediligono.